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Lun 05 Ott 2009 Invito al seminario condotto da Lelio Bizzarri: "Empowerment e disabilità " 12 ottobre 2009 X Municipio P.zza di Cinecittà ore 10
Cari/e amici/amiche, stimati/e colleghi/e, vi comunico che ho aderito, in qualità di psicologo clinico e di comunità, all'iniziativa "Mese del Benessere Psicologico" e per tale motivo offrirò CONSULENZE PSICOLOGICHE GRATUITE per tutto il mese di ottobre 2009. Per saperne di più vedi allegati e/o visita il sito www.mesebenesserepsicologico.it. Inoltre è con grande piacere che invito tutti/e a partecipare al SEMINARIO GRATUITO che condurrò IL 12 OTTOBRE 2009 PRESSO LA SALA ROSSA DEL X MUNICIPIO SITO A P.ZZA CINECITTA' 11 ROMA DAL TITOLO:
"EMPOWERMENT E DISABILITA'"
Per partecipare è necessario prenotarsi chiamando il 347/8468667 oppure scrivendo all'indirizzo mail info@bizzarrilelio.it
Empowerment vuol dire dare potere alle persone ovvero renderle capaci di controllare la propria vita e di incidere positivamente sul loro ambiente sociale affinchè esse siano in grado di realizzare i loro desideri ed obiettivi nelle varie aree della vita: lavoro, studio, amicizia, amore, ecc. Il processo di empowering delle persone disabili risponde a due stringenti esigenze sociali: La prima è quella di reagire alla crisi dello Stato Sociale che sta progressivamente impoverendo i servizi riservati alle fasce svantaggiate della società. Tanto più si approfondisce tale crisi, tanto più forte e pressante si fa la necessità di dare “potere” (inteso come sapere, saper fare e saper essere) a quante più persone possibili nella comunità. Per molte persone disabili persino la soddisfazione dei bisogni più elementari sta diventando un atto creativo, in considerazione del fatto che, ad esempio, i servizi di assistenza personale denunciano gravi lacune e carenze. Ancor più incerto e problematico è il soddisfacimento dei bisogni di socializzazione, studio e realizzazione professionale. La seconda esigenza è quella di svincolare le persone disabili da un ruolo di passivi fruitori di assistenza e servizi, emarginati dai processi decisionali circa la loro vita. Restituire alle persone portatrici di handicap le competenze per autodeterminarsi significa metterle in condizione di prendersi finalmente la responsabilità della propria condizione di svantaggio pianificando la propria vita, non più solo in virtù dei propri limiti, ma anche, finalmente, delle rispettive aspirazioni. Il modello sociale della disabilità ha costituito negli anni’70 e ’80 un’innovazione, denunciando l’ingiustizia sociale di un modello medico che individua come unica causa dell’emarginazione delle persone portatrici di handicap, la menomazione, e sottolineando le carenze strutturali e culturali di una società che produceva (e tutt’ora produce) discriminazione. Oggi siamo comunque chiamati ad un superamento del modello sociale della disabilità perché esso, rimandando alle istituzioni il compito di permettere l’integrazione delle persone disabili, ne perpetua implicitamente la condizione di passività negandone la possibilità di autodeterminazione. Attraverso il modello dell’empowerment è possibile ricomporre il livello individuale e quello sociale, innestando un circolo virtuoso attraverso il quale le persone acquisiscono potere e in virtù di esso agiscono sul contesto ambientale adeguandolo alle loro necessità e mettendosi in condizione di acquisire ulteriore potere. |